Lazio, Biglia: “18 giorni chiuso in hotel a Roma: Lotito non voleva pagare le commissioni. Io e il mio rappresentante abbiamo messo 400.000 euro”

Lucas Biglia, ex capitano della Lazio, ha parlato della lunga trattativa per arrivare in biancoceleste nel 2014
Lucas Biglia, ex centrocampista in Italia di Lazio e Milan, ha parlato in una lunga intervista a Diretta.it. Oltre a un retroscena sul passato in rossonero, con il ricordo di un espisodio che ha coinvolto Ibrahimovic ai tempi del Covid, l’argentino ha svelato i dettagli della lunga trattativa con cui è passato dall’Anderlecht alla Lazio.
LOTITO NON VOLEVA PAGARE LE COMMISSIONI
“Sono stato 18 giorni chiuso in hotel a Roma perché la trattativa non si sbloccava. Ho rischiato anche una causa dalla FIFA perché non mi presentai al ritiro con l’Anderlecht. Lotito non voleva pagare le commissioni di 2 milioni, ma solo i 7 del transfer. In qualche modo bisognava trovare i soldi: organizzò un’amichevole tra Anderlecht e Lazio, ma mancavano circa 400.000 euro: li abbiamo dovuti mettere io e il mio rappresentante”.
NON E’ FINITA QUI
“Quando andai da Lotito per firmare, mi fece aspettare poi disse a Tare: “E questo chi è?”. Non sapeva neanche chi fossi e mia moglie era incinta, arrivò a Roma il 14 agosto e dopo due settimane nacque mio figlio. L’arrivo fu infernale, ma l’addio forse fu anche peggio. Fui molto contestato dai tifosi perché volevo andar via. E questo perché nel 2015 mi era arrivata un’offerta dal Manchester United, quando c’era Van Gaal. Lotito mi disse che non mi avrebbe mai fatto partire, e io accettai a patto che rinnovassimo il contratto. Per giunta lì stava per arrivare Marcelo Bielsa, con il quale poi non si fece nulla. Mi fu promesso un adeguamento di contratto che non arrivò mai”.
