ATTUALITA'EVENTI E SPETTACOLITOPNEWS

Roma, la Venere di Thorvaldsen esce dai depositi e incontra la città: protagonisti e voci dell’inaugurazione


All’Hotel Nord Nuova Roma inaugurata l’esposizione della “Venere vincitrice”. Claudio Strinati: «Il museo non è l’unica casa per un’opera d’arte». Il progetto “Arte Fuori dal Museo” guarda già alle prossime tappe.
ROMA – Una Venere nel cuore di Roma, fuori dalle sale di un museo e finalmente lontana dai depositi nei quali era rimasta per anni. È stata inaugurata all’Hotel Nord Nuova Roma l’esposizione della “Venere vincitrice” di Bertel Thorvaldsen, modello in gesso realizzato intorno al 1813 e appartenente alle collezioni dell’Accademia Nazionale di San Luca.


Un appuntamento che ha riunito esponenti del mondo della cultura, dell’arte e dell’ospitalità romana e che ha offerto soprattutto l’occasione per discutere di un tema sempre più attuale: come restituire al pubblico quella parte dell’immenso patrimonio artistico italiano che normalmente rimane custodita nei depositi.
A sintetizzare lo spirito dell’iniziativa è stato Claudio Strinati, intervenuto durante l’inaugurazione.
«Il museo non è l’unica casa per un’opera d’arte», ha spiegato Strinati, sottolineando come si stia affermando l’idea che anche le opere conservate nei depositi possano trovare, con le necessarie garanzie, nuovi spazi capaci di essere frequentati da un pubblico molto ampio.


Ed è esattamente ciò che accade con la Venere di Thorvaldsen: non una mostra tradizionale, ma un’opera che entra nella quotidianità di un albergo, incontrando turisti, romani e viaggiatori.
Alla presentazione è intervenuta anche l’etruscologa Maria Paola Baglione, che ha ricordato il ruolo svolto nei secoli dall’Accademia di San Luca e il clima culturale della Roma nella quale Thorvaldsen lavorò.
«È giusto che venga meglio compresa la relazione tra l’arte antica e quella neoclassica, spesso sottovalutata», ha osservato Baglione, mettendo in evidenza uno degli aspetti più interessanti dell’opera dello scultore danese.
L’inaugurazione ha rappresentato anche un nuovo passo di “Arte Fuori dal Museo”, progetto promosso da LoveItaly insieme alla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e a Federalberghi Lazio.
A sottolinearne le potenzialità è stato Gianluca Di Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, che ha definito l’iniziativa «un progetto che è solo all’inizio e che darà tante soddisfazioni», auspicando inoltre strumenti che consentano in futuro prestiti delle opere per periodi superiori a un anno.


E il progetto sembra destinato effettivamente ad allargarsi. Tracy Roberts, vicepresidente di LoveItaly, ha anticipato che altri dieci importanti alberghi romani si preparano ad accogliere opere provenienti dai depositi, restaurate prima di essere nuovamente offerte allo sguardo del pubblico.
Tra le prossime destinazioni figurano l’Hotel Locarno, che dovrebbe accogliere reperti provenienti dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, e l’Hotel Raffaello, dove arriveranno altre opere dell’Accademia di San Luca.
Al centro della serata, naturalmente, la Venere.
Alta 162 centimetri, la scultura rappresenta la dea dopo la vittoria nella mitologica disputa della mela d’oro. Prima di lasciare i depositi è stata sottoposta a un accurato intervento di recupero eseguito da Cecilia Balzi e Rebecca Picca Orlandi, con la supervisione di Fabio Porzio e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.


Fondamentale il contributo della famiglia Bettoja, che ha sostenuto l’operazione di restauro ed esposizione e che aveva già creduto nel progetto “Arte Fuori dal Museo” con l’esposizione della Dea Roma Virtus all’Hotel Mediterraneo.


La “Venere vincitrice” resterà nel foyer dell’Hotel Nord Nuova Roma fino al 22 luglio 2027.
Una scelta che trasforma un luogo dell’ospitalità in uno spazio culturale e restituisce alla città un’opera che per troppo tempo era rimasta invisibile.
Perché Roma possiede un patrimonio talmente vasto che una parte della sua bellezza resta inevitabilmente nascosta. Portarla fuori dai depositi, tutelandola e rendendola accessibile, significa restituirla alla città e a chi la vive.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *