PALLAVOLOROMA VOLLEY CLUB

Cesare Pizzuto: vogliamo riportare il Roma Volley al vertice

L’intervista al co-Presidente della Ferraro SMI Roma Volley, Cesare Pizzuto, dopo la partecipazione all’Assemblea Elettiva Ordinaria della Lega Volley Femminile.

𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥’𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐨𝐳𝐳𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐥𝐞𝐲 𝐅𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞𝐚𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚?

Ci sono coincidenze che sembrano avere il gusto dei segni.

Per me questa è stata la prima Assemblea di Lega e ha coinciso con l’elezione di Vito Cozzoli, che ho avuto modo di conoscere proprio durante questa campagna e del quale ho apprezzato qualità delle idee, capacità di ascolto e tratto umano.

Ogni nuova stagione, però, nasce da una storia che la precede. Per questo credo sia giusto riconoscere il lavoro svolto da Mauro Fabris e il patrimonio costruito in questi anni.

Oggi si apre una fase nuova, che non vedo come una cesura, ma come la prosecuzione di un cammino.

A Vito va il mio augurio più sincero: nelle grandi staffette il valore non sta soltanto in chi prende il testimone o in chi lo consegna, ma nella corsa che continua.

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐛𝐛𝐚𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚 𝐧𝐞𝐢𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚,𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?

Credo che la priorità sia trasformare la crescita sportiva degli ultimi anni in una crescita strutturale del movimento.

Questo significa, da un lato, continuare ad alzare il livello tecnico e organizzativo dei campionati; dall’altro, costruire condizioni che consentano alle società di essere sempre più solide, riconoscibili e sostenibili nel tempo.

C’è poi un tema che considero centrale: il rapporto con i territori. Le società non sono soltanto squadre che partecipano a un campionato, ma presìdi sociali, economici e culturali. Rafforzare questo legame significa creare valore per le città, per le imprese, per i giovani e per le comunità che le sostengono.

Sul piano commerciale, credo sia necessario rendere il prodotto pallavolo femminile sempre più attrattivo per sponsor e partner, costruendo progettualità che vadano oltre la semplice visibilità del marchio e sappiano generare relazioni durature.

Infine, c’è la comunicazione. Abbiamo un movimento ricco di storie, di atlete, di territori, di valori e di identità. Dobbiamo diventare sempre più bravi a raccontarlo.

Perché oggi non basta avere un grande spettacolo: bisogna anche saper costruire intorno a quello spettacolo una comunità che lo riconosca, lo segua e senta di farne parte.

𝐍𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐕𝐅 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐌𝐢𝐠𝐧𝐞𝐦𝐢,𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐨𝐒𝐌𝐈 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐥𝐞𝐲 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚?

Roberto, prima ancora che un dirigente, per me è un amico.

Roberto Mignemi conosce profondamente la serie A e la pallavolo romana, le sue difficoltà, le sue energie e le sue possibilità. E conosce soprattutto il significato di rappresentare un territorio con serietà e responsabilità.

Per Ferraro SMI Roma Volley è certamente motivo di grande soddisfazione, ma non lo considero un vantaggio particolare per noi.

Lo vedo piuttosto come un’opportunità perché nella governance della Lega trovi spazio anche la voce di Roma e del Centro Sud Italia, quella di un movimento che deve continuare a crescere in modo equilibrato e condiviso.

Essere presenti nei luoghi in cui si costruisce il futuro non significa chiedere qualcosa per sé. Significa assumersi il dovere di provare a costruire qualcosa per tutti.

𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐮𝐧𝐚𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐚𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞?

Roma è una città che raramente si limita a ospitare le cose: tende ad amplificarle.

Una società forte nella Capitale non rappresenta soltanto una squadra o una piazza importante. Può diventare una cassa di risonanza per l’intero movimento, il luogo in cui storie, risultati, persone e visioni riescono ad arrivare un po’ più lontano.

Roma ha una capacità quasi naturale di attirare attenzione, istituzioni, imprese, media, pubblico. Ma questa forza ha senso solo se non resta chiusa dentro Roma.

La sfida è trasformare la centralità in servizio, la visibilità in opportunità, il rumore in voce.

Perché, in fondo, le grandi città non sono quelle che trattengono la luce: sono quelle che la fanno viaggiare.

𝐕𝐞𝐧𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐨 𝐒𝐌𝐈 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐥𝐞𝐲, 𝐞̀𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐜𝐞.𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢 𝐬𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞, 𝐧𝐞𝐥𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨?

Il primo obiettivo è dare solidità al progetto, ma vorrei partire da ciò che per noi ha significato davvero l’ingresso della famiglia Ferraro.

Non è stato semplicemente l’arrivo di un nuovo partner. È stato l’incontro tra persone che hanno scelto di condividere un’idea, una responsabilità e una prospettiva. E quando in un progetto entra una famiglia, entra qualcosa di più delle risorse: entra una visione lunga, entra il desiderio di lasciare un segno, entra il tempo.

Per questa stagione vogliamo essere competitivi e vogliamo provare ad arrivare lontano, ma sappiamo anche che i progetti veri non si misurano soltanto in una classifica.

Nel medio periodo vogliamo restituire a Roma un ruolo stabile nella pallavolo di vertice, costruendo una società riconoscibile, sostenibile e profondamente legata alla città.

Roma ha bisogno di progetti che non passino, ma restino.

Ed è forse questo il senso più profondo del nuovo corso: costruire qualcosa che abbia radici abbastanza forti da durare e ambizioni abbastanza grandi da farci guardare lontano.

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐭𝐢𝐟𝐨𝐬𝐢𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞?

Prima del traguardo c’è il viaggio. E vorremmo che fosse un viaggio capace di coinvolgere davvero Roma e i suoi tifosi, non come semplici spettatori, ma come parte del percorso.

Mi piacerebbe che questa stagione avesse un suono riconoscibile: quello del Branco. Ritrovarci insieme, partita dopo partita, fino a ululare al cielo nei momenti che contano.

Perché le stagioni più belle non sono soltanto quelle in cui arrivi lontano. Sono quelle in cui, mentre cammini, ti accorgi che sempre più persone hanno scelto di farlo insieme a te.

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