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Incredibile al Bambino Gesù: 13enne vive per tre anni con una leva del freno della bicicletta conficcata nella schiena

SALOTTOROMA – MASSIMILIANO SPINELLA


Il ragazzo aveva continuato a vivere normalmente, praticando anche sport. La scoperta dopo la comparsa di dolori a una gamba. Delicato intervento chirurgico di tre ore all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro.
Una vicenda clinica straordinaria, che ha dell’incredibile, quella di un ragazzo di 13 anni che per ben tre anni ha vissuto con un pezzo metallico di una bicicletta conficcato nella schiena, senza esserne minimamente consapevole.
Tutto ha avuto inizio quando il giovane, all’età di 10 anni, era rimasto coinvolto in una caduta dalla bicicletta. Un incidente apparentemente senza gravi conseguenze, tanto che il bambino aveva ripreso la propria quotidianità, frequentando la scuola, giocando e praticando regolarmente attività sportiva.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella caduta avesse lasciato nel suo corpo un oggetto metallico lungo ben 5,5 centimetri: la leva del freno della bicicletta, penetrata attraverso una piccola ferita sul fianco sinistro.
La scoperta dopo tre anni
A far emergere l’incredibile situazione è stata la comparsa di dolori alla gamba destra. I successivi accertamenti diagnostici, attraverso una radiografia della colonna vertebrale, hanno evidenziato la presenza di un corpo estraneo metallico nella regione lombare.
L’oggetto, rimasto nascosto per tre anni, era arrivato a stretto contatto con una radice nervosa della colonna vertebrale, rendendo necessario un intervento chirurgico particolarmente delicato.
Il delicato intervento al Bambino Gesù
Il tredicenne è stato trasferito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, dove gli specialisti dell’équipe di Ortopedia e Traumatologia hanno pianificato la rimozione del corpo estraneo.
L’operazione, durata circa tre ore, presentava rischi importanti a causa della posizione della leva metallica, a diretto contatto con una struttura nervosa fondamentale per la sensibilità e il movimento.


«Abbiamo dovuto liberare progressivamente il nervo dal corpo estraneo lavorando con estrema precisione per preservarne la funzionalità», ha spiegato il dottor Leonardo Oggiano, che ha eseguito l’intervento.
Grazie alla precisione dell’équipe chirurgica, è stato possibile estrarre completamente il frammento metallico senza provocare danni neurologici.
Recupero completo e ritorno alla normalità
Il decorso postoperatorio è stato sorprendentemente rapido. Già il mattino successivo all’intervento il ragazzo è riuscito ad alzarsi e, dopo pochi giorni di osservazione, ha potuto lasciare l’ospedale.
I successivi controlli hanno confermato il completo recupero, senza conseguenze fisiche o neurologiche.
Una storia a lieto fine che mette in evidenza l’importanza degli accertamenti medici dopo incidenti e traumi, anche quando le ferite esterne sembrano di lieve entità.


Il caso dimostra inoltre quanto sia fondamentale l’esperienza dei professionisti sanitari nella gestione di situazioni cliniche rare e complesse.
Per il giovane paziente, dopo tre anni vissuti inconsapevolmente con un oggetto metallico nella schiena, si apre finalmente un nuovo capitolo di vita, senza dolore e senza limitazioni.

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